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Dolci apparizioni

21. Ottobre 2020. by slrastoke

Quanta acqua è passata sotto i ponti, dal tempo in cui le rive del fiume erano abitate dalle ninfe (vile)! A pensarci bene, però, sembra che questi esseri femminili della mitologia slava non abbiano mai lasciato Rastoke. Innanzitutto va ricordato che alle ninfe erano attribuiti poteri sovrannaturali. Vestite di bianco e con il capo cinto da un diadema o da una coroncina di pervinca, pettinavano le loro folte chiome con lunghe trecce, stessa acconciatura che riservavano alle criniere dei cavalli che, sottratti ai mugnai della zona, amavano cavalcare per tutta la notte. Con la loro danza, era un gioco da ragazzi ammaliare gli contadini del posto, nei confronti dei quali esse nutrivano sentimenti contrastanti: a volte li aiutavano quando erano in difficoltà o in pericolo, altre volte si vendicavano di loro perché non avevano mantenuto una promessa data. Un tempo, quando le ninfe vivevano in mezzo a noi, se debitamente invocate capitava che aiutassero il viandante a trovare la retta via tra la fitta nebbia, oppure intervenivano per curare i malati con le erbe del bosco, o addormentavano i bambini irrequieti o conferivano loro poteri sovrannaturali. Poiché si dissetavano soltanto alle sorgenti più pure, si può dire che fossero le prime ambasciatrici ecologiche in un mondo che non conosceva ancora l’inquinamento. Un mondo che oggi possiamo soltanto sognare. Eppure a Rastoke, sulle rive della Slunjčica, le cui acque sono così limpide e pure da poter essere bevute senza paura, forse esiste ancora la possibilità che le ninfe ci vengano a trovare.

 

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