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La lussureggiante flora della Slunjčica

23. Ottobre 2020. by slrastoke

L’origine dei prati sviluppatisi sui pendii del canyon è antropica e si perde nella notte dei tempi. Si tratta, prevalentemente, di prati di forasacco eretto caratterizzati da una grande eterogeneità di specie. Per l’intero territorio della Slunjčica sono state censite ben 101 specie vegetali differenti, 14 delle quali sottoposte a rigida tutela da parte della legge di tutela ambientale, e 2 specie subendemiche.

Specie protette: ibisco vescicoso (Hibiscus trionum), vesparia o fior di vespa (Ophrys apifera)

Specie sensibili: gramignone natante (Glyceria fluitans), orchidea cimicina (Orchis coriophora), orchidea screziata (Orchis tridentata), orchidea minore, detta anche giglio caprino (Orchis morio)

Specie non sufficientemente conosciute: prezzemolo strisciante (Apium repens), gamberaja polimorfa (Callitriche cophocarpa), giunco filiforme (Juncus filiformis).

 

I principali tipi di vegetazione boschiva della vasta area che ricomprende il canyon della Slunjčica sono riconducibili ai boschi di quercia e carpine. I querco – carpineti neutrofili rappresentano una zona vegetale climatica ad ampia diffusione del basso territorio continentale che si sviluppano fuori della portata delle alte acque sotterranee, su terreni di montagna con reazione neutrofila del suolo. Nella fascia montana, al di sopra dei boschi di quercia e carpine, ossia ad altitudini più elevate, sono presenti faggeti montani neutrofili.

 

Il ciclo vitale della vesparia o fior di vespa (Ophrys apifera) è una delle storie più romantiche dell’incantevole mondo naturale. Nel bacino del Mediterraneo, la vesparia (o fior di vespa) gioca la carta della seduzione per sopravvivere. Servendosi del mimetismo, assume le fattezze e le pose della vespa femmina, e resta in attesa di colui che la bacerà. Ma non si limita a questo: secerne, infatti, anche l’inebriante profumo della vespa femmina, cui i maschi solitari della specie Eucera non sanno resistere. L’unione amorosa tra fiore e insetto che ne consegue, porta all’impollinazione della pianta. In regioni lontane dal Mediterraneo essa è capace di autoimpollinarsi grazie alla posizione naturale del pollinodio e dello stigma. Alle nostre latitudini, la vesparia fiorisce da metà marzo e raggiunge i 15-50 cm d’altezza. Il suo nome latino significa letteralmente “sopracciglio che attira le vespe”.

 

L’ibisco vescicoso (Hibiscus trionum) è una specie protetta il cui fiore vive un solo giorno, ma non un giorno qualsiasi: deve obbligatoriamente trattarsi di un giorno di sole splendente. Al tramonto, il filamento che regge l’antera s’incurva, giungendo a toccare il pistillo, il che favorisce l’autoimpollinazione. I semi dell’ibisco vescicoso, minuscoli e numerosi, si spargono autonomamente per il suolo, su cui possono vivere anche fino a 10 anni. L’ibisco vescicoso è estremamente fantasiosa nell’arte di attirare a sé gli insetti impollinatori: oltre a secernere il proprio nettare, si serve anche del fenomeno dell’iridescenza, visibile ad occhio nudo. In pratica, l’ibisco vescicoso produce colori che variano in base all’angolo di osservazione e, così facendo, emette un segnale visivo cui gli insetti non sanno resistere.

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